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Il FATTO QUOTIDIANO 16 GENNAIO 2010
30 MILIONI DI AUMENTI
La Rai promuove giornalisti e dipendenti
Minzolini vuole un ufficio a Milano di Carlo Tecce
La Rai va di fretta: i soldi che stanno per entrare sono già usciti.
L'aumento di 1,5 euro del canone - che passa da 107,5 a 109 - coprirà i costi del personale per il 2010: più 30 milioni di euro, circa il 3 per cento della voce in bilancio a viale Mazzini.
Mauro Masi ha inserito la manovrina nel piano industriale presentato e subito ritirato nel Cda di martedì scorso: i consiglieri pretendono numeri precisi (e lassismi contenuti), e quindi pareri e voti sono rinviati a fine gennaio. Nel 2008, compresi i contratti a tempo determinato e le collaborazioni, la Rai ha speso un miliardo e 9 milioni di euro per i circa 13 mila dipendenti.
I conteggi di Masi (oltre i 600 milioni di rosso stimati sino al 2012) sono più instabili delle previsioni del tempo perché, ogni giorno per ogni testata, spuntano salti e doppi salti di carriera per redattori semplici e capiservizio, per vice e superiori. Comun denominatore: il nuovo direttore, il nuovo orizzonte politico. Appena insediato a Radio Rai Uno, Antonio Preziosi ha licenziato Giulia Fossà di Nudo&Crudo e affidato un programma al cantante Pupo, poi ha nominato 4 vice (in totale sono 6) e promosso 22 giornalisti: scatto di carriera, lievitazione in busta paga. Altri 11 colleghi - sempre del giornale radio - sono stati promossi con articolo 11: vuol dire che ricoprono le stesse mansioni, ma sono pagati di più. Anche Alberto Maccari, responsabile dei Tg regionali, conserva nel cassetto una lista:prima di iniziare la distribuzione dei doni, ha tentato - raccontano alla Rai - di sostituire il capo della redazione di Pescara (Domenico Logozzo) perché la ricostruzione de L'Aquila va seguita con attenzione.
Nel frattempo, Logozzo ha ricevuto una lettera di complimenti da Masi: ubi maior... Il canale Isoradio - gli aggiornamenti sul traffico -dovrebbe trasformarsi in testata giornalistica su indicazione dell'azienda e approvazione del reggente Aldo Papa. Nella bozza del contratto di servizio tra la Rai e il governo - senza specificare cifre e modalità - c'è un paragrafo su Isoradio: sarà rivisitata da un "p ro ge t t o " pattuito d'intesa con la Protezione civile di Guido Bertolaso. Occhio alla postilla: la convenzione sarà firmata dalla presidenza del Consiglio dei ministri, ma i costi saranno a carico della Rai. C'è chi vuole allargare e inghirlandare le scrivanie e chi, come Augusto Minzolini, vorrebbe un fficio per la corrispondenza da Milano del Tg1: emissari di Saxa Rubra hanno chiesto ai colleghi della redazione locale di Buongiorno Europa-rubrica in onda su Rai Tre - di sgomberare l'appartamento per far spazio alle truppe di Minzolini. Per gli sfortunati che sono fermi nelle posizioni di partenza, il sindacato ha firmato un accordo per un premio anzianità: da 500 a 1.500 euro in più su 12 mesi per chi è redattore da 8 sino a 13 anni. L'azienda toglie da una tasca e infila nell'altra: le paghe dei collaboratori e dei precari saranno decurtate del 20 per cento - da 120 a 100 euro lordi al giorno - e le risorse per le radio e i canali tv saranno tagliate del 5 per cento. In media. Perché alle radio potrebbe toccare un salasso del 10 per cento: i dipendenti avranno più soldi sul proprio conto e meno capitale per produrre i programmi. Avranno la benzina, non la macchina. Chissà se la strategia soddisfa più i 16 milioni di italiani che pagano il canone o il 26 per cento che evade la tassa per il servizio pubblico. |